Le numerose richieste di colloquio che ci pervengono. Come riuscire ad aderirvi?

By 7 luglio 2015 Discussioni 3 Comments

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Le numerose richieste di colloquio posso rifarsi a situazioni così riassumibili:

a) 5-8 richieste al giocondi colloquio, spesso molto interessanti, di profili lontani dalle selezioni attive/aperte  in quel momento

b) persone in buona parte indirizzate da società di Outplacement o da altre realtà coinvolte nelle Risorse Umane (consulenti, coach, ecc.)

c) professionisti con dichiarato (ed esplicitato) interesse ad essere aiutate/indirizzate verso aziende, ruoli target, “correlate” alle proprie skills

d) persone non completamente soddisfatte dell’aiuto ottenuto, ma molto interessate ad essere aiutate-indirizzate, in concreto, verso settori, aziende allineate al proprio profilo

L’ampiezza dei contenuti e delle informazioni in gioco (esperienze, competenze, attese, obiettivi, soft skills individuali) trasmessici, spesso parzialmente, da una parte costituiscono il punto di partenza per “comprendere” e poi “suggerire ” un concreto indirizzamento professionale, dall’altra rappresentano un reale terreno consulenziale che dobbiamo “dissodare”.

Valutazioni-indirizzamenti che risulterebbero essere poi ulteriormente qualificati se le persone indicassero anche i nominativi di aziende competitor o di aziende “correlabili” (rispetto a tecnologie, competenze tecnico-professionali, mercati) prima di arrivare al colloquio.

Vi rivolgiamo quindi questo quesito che vorremmo approfondire, mettendolo in discussione: per venire incontro alle oggettive e plurime richieste si potrebbe superare la modalità del colloquio singolo con l’attivazione di piccoli gruppi d’incontro ove affrontare in parallelo i singoli casi?

3 Comments

  • Giuseppe zupo scrive:

    Buongiorno , a mio avviso la Vs proposta di raggruppare soggetti con caratteristiche simili ha più valenza nel caso di persone che abbiano più o meno gli stessi anni di esperienza.
    In caso di giovani o persone recentemente entrate nel mondo del lavoro non sempre la condivisione è favorevole e proficua , causa la possibile introversione e/o riservatezza caratteriale che ad un recruiter frettoloso consegnerebbe percezioni meno epatiche.

  • Sauro Lugli scrive:

    Buongiorno,
    è un approccio assolutamente nuovo e, credo, meriti essere approfondito con attenzione.
    Però penso che le reali valenze pratiche siano strettamente e direttamente correlate a quelle che sono le aspettative del recruiter.

    Un “multicolloquio” riduce i tempi da Voi impegnati ma cosa potete evidenziare nei presenti?
    Di certo Voi professionisti siete in grado di cogliere alcuni (forse i principali?) aspetti psicologici dei presenti ma oltre a questo?
    O, come dite sopra, “l’ampiezza dei contenuti e delle informazioni in gioco” saranno ancora più parziali e quindi da Voi meno fruibili se non successivamente valutati e approfonditi?

    Meditate Signori, meditate!

  • Staff scrive:

    Un conto è il colloquio per una determinata posizione (definita da ruolo, settore, prodotti, ecc.) in cui riuscire a capire , approfondire e valutare le Hw e le Sw skill. L’unica strada è il colloquio diretto col singolo. E gli aspetti psicologici sono un di cui.

    Un altro, forse non chiaro, perché non c’era il riferimento diretto al/ai colloqui in ambito del Career Counseling, argomento di mio interesse in quel momento.
    Il quesito (praticabilità di colloqui con più persone, mediamente allineate sul piano professionale, in primo approccio – i colloqui diretti col singolo saranno successivi-) voleva collegarsi alla raffigurazione di un confronto in cui “presentare e spiegare “, da parte del consulente, le linee metodologiche per l’aiuto a costruire la propria (efficace) “autopresentazione professionale”.
    Approccio quindi di primo step per rispondere alle richieste (di aiuto) di più persone altrimenti non gestibile (mancanza di tempo).

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